Elsenham Artesian, Apollinaris, Fiji. Piatta, effervescente naturale, acidula, frizzante. In bottiglia cilindrica o a forma di goccia, trasparente o di argento satinato. Si vende nelle Hydratation Station o si regala in preziose boccette. Sembra un profumo sexy, un vino raffinato, un whisky costoso. Ma è solo acqua. Pura e semplice acqua. Per soddisfare tutti i desideri, fuorchè la sete.
Liquido fresco, limpido, elemento centrale della vita sul Pianeta. Eppure è l’ultima frontiera del lusso. Al punto da conquistare sofisticati gourmet e maniaci dello shopping, salutisti e golosi che ne leggono l’etichetta, ne apprezzano le proprietà curative, ne esaltano il sapore in gastronomia. E l’acquistano, a prezzi esorbitanti per un packaging lussuoso e terribilmente alla moda. E’ l’acqua griffata. Pregiata minerale che, solo in Italia, muove un business da oltre 200 milioni di Euro l’anno. Un bene primario, trasformato in un prodotto per pochi. Perché bere acqua, ormai, è considerato trendy.
Avresti mai detto che si poteva griffare persino l’acqua? Ebbene sì. Lo ha fatto Pininfarina, per la bottiglia di Lauretana, la naturale più leggera d’Europa che sgorga dalle rocce cristalline del Monte Rosa. Lo ha fatto anche Calvin Klein, per una mineralizzata delicata e leggera da abbinare a piatti a base di pesce o a secondi di carne bianca. Nell’etichetta la scritta stilizzata “Voss”, che in norvegese significa “cascata”, e il vanto di essere l’acqua preferita di Madonna e Giorgio Armani. Insomma, un design da opera d’arte contemporanea per un prodotto, l’acqua, che diventa stuzzicante e prezioso. Le più ambite tra i collezionisti?
Certamente le due edizioni limitate Bling H2O, in bottiglia satin con tappo a sughero e decorazioni di cristalli Swarovski incastonati a mano, e l’Evian Collection 2008, in bottiglia serigrafata creata da Christian Lacroix per le feste di fine anno 2007. Design semplici ed essenziali oppure estremamente particolari, come la bottiglia dall’immagine sofisticata e orientale di Finè Japon o il design più familiare, perché da vino, della Speyside Glenlivet. Tutte destinate al mercato di lusso e ai ristoranti più esclusivi, unico fattore comune: la purezza all’origine. Si tratta, cioè, di acque che provengono da una o più sorgenti naturali e che hanno caratteristiche igieniche particolari per cui non devono subire trattamenti né processi di purificazione.

